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G-20, dure proteste a Londra Scontri tra no-global e polizia



Soggiorno gratta e vinci

A cura di Andrea Cocco • 26 Novembre 2008
 

Riuscire a ottenere un permesso di soggiorno in Italia è un autentico terno a lotto. A Roma sono almeno 500 le persone che ogni giorno si recano all’ufficio immigrazione di Via Teofilo Patini. Richieste di asilo politico, rinnovi, cambi di residenza, impronte digitali, ricongiungimenti familiari, cure mediche, studio, viaggio, ma anche identificazione ed espulsione quando arrivi direttamente accompagnato dalle forze dell’ordine. E’ qui che, con la sola eccezione dei permessi per lavoro, vengono registrati i dati e rilasciati i documenti di chi transita per Roma. Ma bisogna prima riuscire a passare indenni per trafile burocratiche incomprensibili e per l’accoglienza riservata dalle forze dell’ordine. Diversi migranti raccontano di maltrattamenti subiti all’interno della questura, ma quasi nessuno osa denunciare ifatti per paura di ritorsioni. L’ufficio di via Patini è la più grande questura in Europa tutta dedicata all’immigrazione, assicura la polizia, ed è un posto dove al di là dei classici ritardi della burocrazia italiana, tutto funziona con efficienza. Qui, come dichiarato al quotidiano la Repubblica del 18 ottobre, l’attesa per uno straniero non supera quasi mai i 45 minuti.

 

Siamo andati a vedere se è vero. Vai sul link e ascolta l'intervista


 

ATTENZIONE AL SEGUENTE ARTICOLO!!! 
Modena, il giudice blocca
il "trucco" anti-inquinamento

La Provincia compra alberi in Costarica per migliorare la sua eco-pagella dal nostro inviato LUIGI SPEZIA per La Repubblica

MODENA - L'amministrazione provinciale di Modena si è comprata un pezzo di foresta tropicale in Costarica. Un "trucco", secondo la procura della Corte dei Conti, per compensare con i "crediti ecologici" del protocollo di Kyoto "il mantenimento di un livello più elevato di inquinamento in ambito locale".

http://www.repubblica.it/




Proposta e volantino del comitato Non grattiamo il cielo!

 
Archivio NO TAV

la Repubblica.itTorino

 

Gli irriducibili del no Tav 'Sondaggi? Né oggi, né mai'

Repubblica — 07 ottobre 2005   pagina 2   sezione: TORINO

La politica ce l' ha fatta in extremis, ma sono in molti, nel mattino che doveva essere della sfida alle divise, a pensare che senza la resistenza del movimento, adesso il prato con le croci No-Tav rimasto intatto lì dalla manifestazione di giugno (82 lettere recapitate ai proprietari per gli 82 lotti coinvolti) sarebbe ormai un grande pezzo di gruviera fangosa. All' alba del giorno dei sondaggi, nonostante lo stop della sera, sono in mille e più a Venaus a cantare vittoria. Non è però tempo per abbassare la guardia, il passaparola. Un' ora per le dichiarazioni ufficiali dei sindaci e degli uomini della politica e poi via all' assemblea all' aria aperta che con le ore e la pioggia perde numeri ma continua ad insistere sullo stesso quesito: cosa succederà il 31 ottobre? E come far leva sui sindaci perplessi (Bussoleno, Bruzolo, Monpantero sono i comuni ritenuti dissidenti) per rompere il fronte degli amministratori che a fatica hanno dato il loro assenso al percorso della commissione tecnica, carotaggi inclusi? «Non siamo per il Tav del centodestra, ma neppure per quello di centrosinistra», uno degli slogan più gettonati. Seguito a fine mattinata dalla sintesi piuttosto scontata: «Nessun sondaggio, né ora né mai». Fra loro il sindaco di Venaus Milo Durbiano che per tutta la mattinata si affanna a spiegare: «I cittadini devono capire la differenza fra i carotaggi approvati dalla commissione per accertare la presenza di amianto e quelli di Venaus e Borgone. Ecco come impiegheremo i prossimi giorni». E in fondo la questione è tutta qui, c' è chi da oggi a fine ottobre lavorerà per allargare il fronte della mediazione e chi invece farà il possibile per sfasciarlo. Antonio Ferrentino da un lato è soddisfatto per il pericolo scongiurato: «Siamo felici che si sia evitato il muro contro muro». Dall' altro mette le mani avanti e tenta di chiarire quale sarà la sua posizione: «Aspetto la comunicazione ufficiale del ministero, poi convoco una conferenza dei sindaci e il comitato istituzionale. La decisione sulla nostra posizione verrà fuori di lì. La condizione è che la commissione tecnica sia ripristinata e vada avanti con l' approfondimento degli altri temi. E che i carotaggi del 31 non siano a Venaus». Solo se questo sarà il percorso si può ipotizzare che i sindaci a fine ottobre per la prima volta non faranno parte del gruppo dei manifestanti. Da Torino l' assessore regionale ai trasporti Daniele Borioli dice di essere in continuo contatto con il ministero: «Lavoriamo perché i rappresentanti di governo, Ltf rientrino nella commissione». La prossima riunione convocata da Luigi Rivalta è fissata per il 12 ottobre. Da destra, Enzo Ghigo torna ad attaccare: «Ampie forze della maggioranza agiscono per boicottare l' opera». Mentre da sinistra Antonio De Ambrogio di Rifondazione critica Mercedes Bresso: «Sbaglia a pensare che modernizzazione e sviluppo passino attraverso l' Alta Velocità. Passano invece soprattutto attraverso la difesa e il rilancio di una vocazione industriale esistente capace di guardare a nuove produzioni e attraverso una ricerca che possa far fronte alle esigenze che il territorio esprime». Parole di approvazione per lo stop ai sondaggi da Luca Robotti dei Comunisti italiani: «Il fronte delle istituzioni piemontesi è stato unito e coerente ma continuiamo a sostenere la battaglia di chi ritiene che la Tav sia inutile». - SARA STRIPPOLI