Fabio Visetti
Ecologismo
No alla discarica di Buriasco
Waxman Henry
Max Stirner
Green Anarky
Boicot Avion
NO TAV
NO NATO Creare un sito con EditArea è molto facile.
He who would do good must do so in minute particulars: the general good is the plea of patriots, politicians and knaves; (Samuel Butler)
<< "Capitale" in campo politico è sinonimo di "governo". La concezione economica di capitalismo, quella politica di governo e quella teologica di Chiesa sono tre concetti identici, collegati in modi differenti. Attaccare un...o solo di loro equivale ad attaccarli tutti. Quello che il capitale fa al lavoro, e lo Stato alla libertà, la Chiesa lo fa allo spirito. >> Proudhon
L’amore, la morte e il basilico di Pierpaolo Pracca dimostra una volta di più quanto sia importante e ancora per certi aspetti inesplorata l’opera di Jean Claude Izzo. Avvertire l’esigenza di scrivere un breve saggio come questo sulla cucina di Fabio Montale ha il significato di tradurre nella realtà quell’immaginario di ambienti e profumi tipici dell’universo letterario di Izzo. Nel romanzo poliziesco, soprattutto di ispirazione mediterranea, il lettore mangia bene. I personaggi degli autori che ritroveremo citati da Pracca gustano piatti e bevande particolarmente gustosi, non solo come accorgimenti tecnici per “allungare
il brodo” e umanizzare gli investigatori di carta ma anche per collocare territorialmente lo sviluppo degli eventi narrati.
Mancava l’analisi della cucina di Izzo e bene ha fatto Pracca a colmare questo vuoto che, senz’altro, attirerà l’interesse dei numerosi affezionati lettori dell’autore francese. Sono sempre stato convinto che i gusti enogastronomici di Jean Claude, così ben illustrati nei romanzi, siano frutto delle contaminazioni etniche della sua famiglia piuttosto che di un “purismo” marsigliese che invece si ritrova in altri autori. La trilogia di Montale viene spesso usata dai lettori come guida turistica per la visita di Marsiglia e, attraverso la rilettura di alcuni passi, emerge con chiarezza che la città di Jean Claude è leggermente visionaria ma incredibilmente più bella e viva perché luoghi, sapori e ritmi e genti si incrociano e si fondano su un’idea e su un progetto di Mediterraneo.
Ricordo una cena da Mina, ristorante torinese da sempre luogo di ritrovo di scrittori ed editori nei giorni di maggio della
Fiera del libro. Jean Claude assaggiò con piglio da intenditore alcuni piatti della tradizione culinaria piemontese, accogliendo con interesse alcuni consigli sui vini da accostare. Non sembrava affatto Montale. Per fortuna. A differenza del suo personaggio, Izzo vantava una grande cultura che andava ben oltre Marsiglia e il Mediterraneo, amati punti di partenza e di ritorno. Come sempre fu un’esperienza umana e professionale piacevole e interessante perché la cosa che gli premeva di più era lo scambio continuo e incessante di storie, aneddoti, esperienze. La curiosità come motore di un’esistenza ribelle e ansiosa di umanità. Un buongustaio sa ascoltare gli altri con la stessa passione con cui “assaggia”. E Jean Claude lo era davvero. Massimo Carlotto
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"Siciliana con orgoglio" LA RISPOSTA INVIATAMI DALLA SCRITTRICE Sara Favarò
Pubblicata nella sezione NOTIZIE di questo sito
SEMPRE NOTIZIE Il virus Ebola a Torino?
di Marco Cedolin
<--------------------------potete leggerla nella sezione Notizie
“SI” Alla tutela dell’area più bella e caratteristica del Parco del monte San Bartolo, unica da Trieste ad Ancona; la più ricca sotto il profilo ambientale,naturalistico, culturale e storico-archeologico.
“NO” All’ampliamento spropositato ed abnorme del porticciolo turistico di Vallugola; a nuovo cemento; allo snaturamento della costa; ai danni permanenti alla qualità ambientale dell’area; al deprezzamento turistico di un tratto di costa e di monte amato da residenti,da amanti della natura, da turisti; allo sfruttamento della terra a scopi edilizi.
Comitato spontaneo di cittadini, apartitico e democratico costituitosi nell’agosto 2007 contro il progetto industriale di ampliamento dell’aeroporto di Ampugnano-Siena. Il Comitato è sostenuto da: Italia Nostra, WWF, Legambiente, Farfalle Rosse, Rete dei Comitati per la Toscana di Asor Rosa, Ass. Filo d'Erba, Attac Italia, Ass. Pietra Serena, Comitato per la Salvaguardia della Montagnola Senese, Ass. Grilli Parlanti di Siena e la cittadinanza attiva dei comuni di Siena, Monteriggioni e Sovicille. Dai la tua adesione!
Tante novità e tanti nuovi eco-artistiJan Svankmajer ed Eva Svankmajerova, Miguel Pla, Cracking Art, Rosalba Calabretta, Anselm Kiefer, Francis Bacon, Christo Javacheff, e tanti altri...
Nuovi interessanti scambiolink sempre aggiornati da Stradaalternativa visitate anche il Link di Marina Occhio, Sara Favarò e tante novità
Previsioni meteo: per la giornata di domani in Italia e i dettagli del Piemonte (oggi)
GREEN ANARCHY NOW
WHO ARE WE?
The State spent £10m jailing GA's editors in an attempt to shut us up. We're still here...
WHY SMASH CIVILISATION?
Civilisation is exploitation of mass society. Specialisation, division of labour creates hierarchies to maintain the complex web of production / consumption - techno-industrial mass society. Exploitation divides mass society and the individual on grounds of class, gender, ethnicity and sexual preference. Mass society can't be reformed. It must be replaced.
DISINTEGRATION IS BEAUTIFUL
In small communities each person is respected as an autonomous individual. Self-determination replaces hierarchy and so the city ends. Mass can't fight mass. The Left's living proof.
LAND OR DEATH
All life derives from the land. Civilisation alienates us from the Earth using nationhood and property law. We must take back the land and living self-sufficiently, re-establishing our relationship with the Earth. Those of us most exploited by Civilisation live in the South, the Third World, the fruits of our labour exported to the rich North. We've nothing to lose fighting for self-governing, self-sufficient small communities. Both North and South we need to expand our culture of resistance to free ourselves from alienation from our Earth..
DIRECT ACTION
Build an alternative green and black economy and enjoy yourselves in the smashing of banks, multinationals, military bases, labs, exploiters, bigots and developers. Organise underground in networks of autonomous small groups.
Green Anarchist
For the destruction of Civilisation
DIRECT ACTION
Build on
Green Anarchist
For the destruction of Civilisation
Il numero degli ascoltatori di LifeGate Radio è cresciuto. Sono 30.000 i nuovi ascoltatori che nel bimestre di Novembre e Dicembre si sono uniti alla nostra community per un totale di 442.000 persone (rilevazione Audiradio 6 Bimestre 2007). Cresce “l’ascolto”, cresce il rispetto per l'ambiente. LifeGate Radio ringrazia e continua con l'iniziativa “Piantala con l'ascolto” e adotterà ulteriori 30.000 Mq di foresta in crescita, per un totale di 442.000 Mq di area protetta in Costa Rica.
Le motivazioni di questo contro sito, sono semplici, e limpide, a differenza delle "verità nascoste" che si celano dietro alla facciata dei cento per cento Animalisti, Il nostro scopo è quello di smascherare queste infamità, portare alla luce ciò che loro vorrebbero fosse sepolto...
A noi piace la limpidezza delle Azioni, non possiamo più tacere mentre dai vertici di questa associazione vengono lanciate, continuamente, assurde e mendaci diffamazioni con il solo scopo di screditare chi, da anni lotta ogni giorno, contro un sistema di sfruttamento Animale, Con il termine Animale vogliamo comprendere Animali umani e non, forse da questa visione Antispecista nascono i dissapori con tale associazione. O meglio, con questa completa visione della liberazione animale, riusciamo a scorgere delle incongruenze, che non vogliamo e non possiamo trascurare.
Non possiamo accettare, che si auto-elegga paladino della libertà chi con il proprio credo politico predica intolleranza e violenza. Queste mie affermazioni verranno,tutte, documentatate in questa sede... Parleremo delle "amicizie" politiche del presidente dell' associazione, Paolo Mocavero, e di come le sue mosse non siano altro che becera politica destroide, Atta solo al far parlare di sè! Per autocompiacimento, (Mocavero non è riuscito a farsi un nome con la politica, e si ricicla nell' animalismo), mentre i veri rivoluzionari, lavorano nell'ombra, non cercano testate giornalistiche, cercano il cambiamento....
Personalmente, ho avuto modo di conoscerli da vicino, di cercare di collaborare, per appurare le tante "voci" dietro a questa associazione... E, si sono rivelati gli squadristi che le "voci" annunciavano; Indi per cui, ho preso la decisione di creare un archivio di documenti che testimoniasse chi sono in realtà i cento per cento animalisti, per far sì che nessuno più possa cadere nel loro infame tranello...
D I G O S - M E R D A !
Ennesima censura del regime: Messina chi protesta contro il ponte viene arrestato.
Marco Camenish nasce in Svizzera, a Campocologno, nel 1952. Passa la gioventù nel cantone dei Grigioni e inizia a frequentare le scuole, ma ben presto decide di interrompere gli studi. In una fase successiva frequenta una scuola agricola a Plantahof, ma decide di abbandonarla poiché in disaccordo con l’industrializzazione dell’agricoltura. Per un breve periodo svolge anche la professione dell'alpigiano e inizia ad interessarsi attivamente alle cause ecologiste. Sin dalla seconda metà degli "anni '70" è un importante esponente dell'anarchismo verde, impegnato in particolar modo nelle campagne antinucleari.
L’arresto-Marco Camenish: viene arrestato nel 1980 con l'accusa di aver sabotato alcune centrali atomiche svizzere ed è condannato ad una pena di 10 anni. Durante il processo legge una dichiarazione in cui rivendica l'azione, inserendola nella protesta contro la distruzione dell'ambiente naturale dei Grigioni e contro il colonialismo di questa regione da parte dell'azienda elettrica Northeast Switzerland Power.
La fuga dal carcere: nel 1981 riesce ad evadere dal carcere di Regensdorf (Zurigo) in compagnia di altre 5 persone. Durante la fuga viene ucciso un secondino ed un altro seriamente ferito (successivamente Marco Camenish è stato processato anche per questo fatto anche se non ha avuto alcuna responsabilità in quei fatti). Per un certo periodo (circa dieci anni), sotto il nome di Martino, ha vissuto clandestinamente in Italia. Nel 1989 la polizia federale svizzera, con la complicità dei mass media, lo incolpano anche dell'uccisione di una guardia di frontiera a Brusio.
La cattura e il nuovo arresto: Il 5 novembre del 1991 viene arrestato nei pressi del Comune di Montignoso (provincia di Massa-Carrara) e incolpato del sabotaggio di numerosi tralicci, avvenuti sia durante la latitanza che dopo (per l'accusa sarebbe la mente di tutti i sabotaggi).
Viene condannato a 12 anni di prigione. Il 18 aprile 2002, dopo essere stato trasferito in diversi carceri italiani (da Massa a Pisa, Milano a San Vittore, Livorno, Novara, Biella, Roma Rebibbia, Como... ovunque subendo ogni tipo di soprusi ed angherie), è stato estradato in Svizzera, dove oltre a dover finire di scontare la pena gia' inflittagli, ha dovuto anche affrontare due processi per omicidio. Nel 2004 è stato condannato a 17 anni per l'uccisione del secondino di Regensdorf, mentre per l'uccisione della guardia di frontiera di Brusio l'accusa non è riuscita ad inventarsi niente di credibile.
Il 13 marzo 20007 la Corte di Assise di Zurigo ha discusso il ricorso presentato dai legali di Camenish per la riduzione della pena. Contemporaneamente è stata discussa la richiesta del procuratore Ulrich Weder volta ad ottenere l'internamento a tempo indeterminato per Marco Camenish, essendo, a suo dire, pericoloso e capace di commettere delitti efferati. La richiesta del procuratore è stata respinta, e la pena per Marco è stata ridotta da 17 a 8 anni'. Questo significa che Camenish sarà libero al più tardi nel 2018 (se gli verrà riconosciuta la buona condotta sarà fuori nel 2012)
Marco Camenish è oggi detenuto nel carcere di Regensdorf, al seguente indirizzo: Postfach 3143CH-8105 RegensdorfSwitzerland
Bibliografia
"Achtung Banditen! - L'ecologismo radicale di Marco Camenisch" a cura di Piero Tognoli con l'introduzione di Jhon Zerzan - Edizioni Nautilus